Zia Lidia Social Club – Tutti a casa

Ospite: Marco Guarella (storico del cinema)
Regia, riprese e montaggio di Maurizio Venturiero
Animazioni e Grafica Gabriella De Crescenzo
Produzione video EdonèFilms

A distanza di quasi sessant’anni dalla sua realizzazione, Tutti a casa mostra ancora il suo volto migliore, quello di un film incalzante, dal ritmo sostenuto e traghettato da una sceneggiatura di ferro. Sfruttando la struttura dell’Anabasi di Senofonte, Tutti a casa viaggia attraverso l’Italia con i suoi sbrindellati soldati, che vorrebbero solo raggiungere parenti e amici e dimenticare tutti gli orrori della guerra. Ma quest’ultima non la si può lasciare fuori dalla porta, non è permesso. Così i compagni del sottotenente Innocenzi trovano la morte – o la prigionia – proprio nel momento in cui raggiungono finamente la “casa”: Codegato (Nino Castelnuovo, nel 1960 sugli schermi italiani anche con Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, Il Gobbo di Carlo Lizzani, La garçonnière di Giuseppe De Santis e The Angel Wore Red di Nunnally Johnson) viene colpito alla schiena mentre cerca di difendere una ragazza ebrea, Fornaciari viene arrestato perché la moglie ha tenuto in casa uno statunitense, Ceccarelli infine muore tra le braccia di Innocenzi, a pochi metri da una casa che non rivedrà mai. A quel punto non resta che una scelta: quella della lotta. Anche perché Innocenzi/Sordi è stato il primo a salvarsi solo per aver abbandonato la casa e l’anziano padre nostalgico che vorrebbe vedere il figlio riunirsi con la teppaglia fascista. La fuga nella notte, nell’Italia della guerra, è l’unica via per la sopravvivenza, prima della definitiva presa di coscienza. Il tronfio e un po’ pauroso Innocenzi imbraccia la mitragliatrice, e con lui l’Italia entra nella Resistenza. L’unico modo, forse, per tornare davvero tutti a casa. Al di là della retorica degli italiani “brava gente”, Tutti a casa è un epico viaggio in un paese ferito, spaventato, vivo ma inconsapevole di poterlo davvero essere. Un paese di detriti, diviso e in guerra anche con se stesso. La risata, come spesso nel cinema italiano di quel periodo, non è mai davvero piena.

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Zia Lidia Social Club – L’intrusa

Ospite: Maurizio Braucci (co-sceneggiatore)
Regia, riprese e montaggio di Maurizio Venturiero
Animazioni e Grafica Gabriella De Crescenzo
Produzione video EdonèFilms

L’insulto di Leonardo Di Costanzo
Sinossi: Giovanna è la fondatrice del centro “la Masseria” a Napoli, luogo di gioco e creatività al riparo dal degrado e dalle logiche mafiose. Ed è proprio alla Masseria che, con i suoi due figli, cerca rifugio Maria, giovanissima moglie di un camorrista arrestato per un efferato omicidio. Maria rappresenta tutto quello da cui le madri dei bambini che frequentano il centro stanno cercando di fuggire, e Giovanna si trova così di fronte ad una scelta: Maria, l’intrusa, va accolta o allontanata? Chi va difeso, il gruppo o chi – senza dirlo – chiede l’ultima possibilità di sfuggire ad una vita già scritta?

Zia Lidia Social Club – L’insulto

Ospite: Alberto Castellano (Il Manifesto)
Regia, riprese e montaggio di Maurizio Venturiero
Animazioni e Grafica Gabriella De Crescenzo
Produzione video EdonèFilms

sinossi: L’INSULTO di Ziad Doueiri, Libano 2017
«Sharon avrebbe dovuto sterminarvi tutti!» dice il meccanico maronita all’ingegnere palestinese che gli sistema contro il suo volere la grondaia fuori norma del balcone. Ziad Doueiri, accusato dalla stampa libanese filo-Hezbollah (di fede sciita) di essere un “collaborazionista sionista”, con L’insulto firma un film provocatoriamente contraddittorio. Tony, maronita, cristiano, è un nostalgico di Bashir Gemayel, ossia colui che unificò le falangi e le milizie cristiane nelle Forze libanesi, il responsabile della strage di Sabra e Shatila. Alla radio e alla tv passano ancora i discorsi violentissimi del leader assassinato il 14 settembre del 1982. Perle come «i palestinesi vengono a bere dai nostri pozzi per poi sputarci dentro e avvelenarli» alimentano il suo risentimento e razzismo. Yasser è un ingegnere. Un professionista. Lavora in nero, con tutte le complicazioni che il suo essere palestinese comporta. Un’offesa in una situazione di tensione e il suo mondo fragilissimo cade a pezzi. L’insulto è un film complesso. Doueiri si concede un lusso inaudito. Affrontare le contraddizioni del Medio Oriente e, in particolare, quelle libanesi senza apparenti ipoteche di fede o ideologiche. Visto dal nostro privilegio europeo (non siamo certo noi minacciati dalla santa alleanza saudita-israeliana anti-iraniana) il film è poco più di una predica politicamente corretta. A osservare da vicino, c’è dell’altro. Ambientare il film per la maggior parte in tribunale, ossia l’unico luogo dove ancora resiste la possibilità di una parola “secolare”, e in una parte di mondo dove lo stato di diritto è fragilissimo è già una presa di posizione fortissima (come ci spiegavano dei colleghi arabi). Poi c’è la faccenda del massacro di Damur perpetrato dai palestinesi per vendicare quello del campo profughi di Tel al-Zaatar raso al suolo dalle milizie cristiane e dall’esercito siriano. Il motivo per cui militanti palestinesi invocano la censura e la messa al bando del film (come accaduto di recente a Tunisi durante l’ultima edizione delle Journées cinématographiques de Carthage davanti al cinema Le Colisée) è perché si ritiene che Doueiri, musulmano, si scusi con i maroniti a nome di tutti i musulmani (senza contare il suo rifiuto di boicottare Israele, l’avere ambientato il precedente The Attack in parte in Israele, lavorando con attori israeliani e, sospetto condiviso da molti, l’avere finanziato il film anche con soldi maroniti). D’altronde, e questo è un altro punto dolente, molti si sono identificati nel personaggio di Tony, visto come un’incarnazione dei torti subiti dai maroniti, mentre i palestinesi denunciano quelle che a loro giudizio sono solo semplificazioni. Doueiri, bloccato dalla polizia all’aeroporto di Beirut subito dopo la Mostra di Venezia 2017, compie qualcosa di audace: chiede a tutti di osare perdonare, persino dimenticare. Rinunciare al monopolio della sofferenza. E nel farlo firma un film emotivamente devastante, che lascia segni profondi.” Giona Nazzaro

Link Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=XRl_X…

L’incidente – Clip dal film: https://www.youtube.com/watch?v=oFJI2…

La giustizia non sempre vi tutela – Clip dal film: https://www.youtube.com/watch?v=DHNVg…

La sentenza del processo – Clip dal film: https://www.youtube.com/watch?v=Rrwwc…

Caselle Film Festival 2017

 

Riprese e Montaggio: Maurizio Venturiero

Grafica video e assistente regia: Gabriella De Crescenzo

Il festival: Il CFF è un festival dedicato agli audiovisivi a tema ambientale e naturalistico. Si propone di raccogliere le immagini più interessanti e di premiare gli sforzi ed il talento dei giovani, ma non solo, che investono la loro energia nel raccontare il verde che ancora ci circonda. Il Festival attraverso l’arte cinematografica ha come obiettivo quello di porre l’attenzione su ciò che accade nel nostro mondo, con particolare riferimento a tutto ciò che oggi è ambiente. Luogo di denuncia e riflessione: il cinema sull’ambiente inteso come mezzo di comunicazione internazionale, confronto oltre che contenitore di critica, sviluppo e promozione. Mai come oggi, in particolare nella nostra regione nasce l’obbligo di pubblicizzare, sostenere, reclamizzare “materiale” che possa spingerci alla riflessione, che possa farci fermare a pensare su tutto quello che ci circonda. Ambiente rubato, ma anche riconquistato. Come spazio fisico ma anche spirituale. Le pellicole devono tracciare un inconsueto percorso che prende le mosse “dalle opere di denuncia e dalla testimonianza di uomini e donne coraggiose impegnate nella difesa dei propri territori, per arrivare alla proposta di nuovi modelli di vita sostenibili o all’ipotesi di terribili scenari futuri”. I film del festival dovranno seguire principalmente due criteri: grande attenzione alle opere di ’casa nostra’ e alle storie di finzione, cercando di affiancare al cinema del reale, il documentario, che finora è stato il ’portavoce ufficiale’ delle istanze ambientali. Il Festival si tiene a Caselle in Pittari in Provincia di salerno, incantevole cornice paesaggistica, storica, culturale e naturalistica nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sulle risorgenze del fiume Bussento. Grandi protagonisti del cinema nazionale parteciperanno alla kermesse, incontreranno i giovani protagonisti dibattendo attivamente con loro dando preziosi consigli. ————————————————————————————-

The CFF is a festival dedicated to audiovisual in environmental and natural theme. It aims to collect the most interesting pictures and to reward the efforts and talent of the young, but not limited to investing their energy in telling the green that still surrounds us. The Festival through the art of film aims to focus attention on what is happening in our world, with particular reference to all that is now setting. Place of complaint and reflection: the environment cinema as a means of international communication, comparison as well as the critical container, development and promotion. Never before, in particular in our region comes an obligation to advertise, support, advertise “material” that can move us to reflection, that can make us stop to think about everything that surrounds us. Environment stolen, but also regained. As a physical space but also spiritual. The films must trace an unusual path that starts “from the works of denunciation and testimony of brave men and women engaged in the defense of their territories, to arrive at the proposed new sustainable models of life or the hypothesis of dire future scenarios” . The festival films will follow two main criteria: great attention to the works of ‘our home’ and fictional stories, trying to flank the real cinema, the documentary, which until now was the ‘official spokesman’ environmental concerns. The Festival is held in Caselle in Pittari, in the Province of Salerno, enchanting landscape setting, historical, cultural and nature in the heart of the National Park of Cilento and Vallo di Diano the resurgence of Bussento river. Great national cinema actors will participate in the festival, meet the young protagonists actively debating with them giving valuable advice.

Festa del cinema di Roma 2017

 

Ospiti presenti nel video: Christoph Waltz, Rosamund Pike, Jake Gyllenhaal, Jeff Bauman, Nicola Guaglianone, Chuck Palahniuk, Ian McKellen, Joe Stephenson, Michael Shannon, Jennifer Lebeau, Enrico Brignano, Serena Rossi, Dakota Fanning, Ben Lewis, Manetti Bros, Daniele Misischia, Alessandro Roja, David Lynch e Mazinga.

Special Guest: DuckTales

 

Produzione video EdonèFilms
Riprese, foto  e montaggio Maurizio Venturiero

 

 

 

 

Caselle Film Festival 2017 – giorno 2

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Il CFF è un festival dedicato agli audiovisivi a tema ambientale e naturalistico. Si propone di raccogliere le immagini più interessanti e di premiare gli sforzi ed il talento dei giovani, ma non solo, che investono la loro energia nel raccontare il verde che ancora ci circonda.

Il Festival attraverso l’arte cinematografica ha come obiettivo quello di porre l’attenzione su ciò che accade nel nostro mondo, con particolare riferimento a tutto ciò che oggi è ambiente.

Luogo di denuncia e riflessione: il cinema sull’ambiente inteso come mezzo di comunicazione internazionale, confronto oltre che contenitore di critica, sviluppo e promozione.

Mai come oggi, in particolare nella nostra regione nasce l’obbligo di pubblicizzare, sostenere, reclamizzare “materiale” che possa spingerci alla riflessione, che possa farci fermare a pensare su tutto quello che ci circonda.

Ambiente rubato, ma anche riconquistato. Come spazio fisico ma anche spirituale. Le pellicole devono tracciare un inconsueto percorso che prende le mosse “dalle opere di denuncia e dalla testimonianza di uomini e donne coraggiose impegnate nella difesa dei propri territori, per arrivare alla proposta di nuovi modelli di vita sostenibili o all’ipotesi di terribili scenari futuri”.

I film del festival dovranno seguire principalmente due criteri: grande attenzione alle opere di ’casa nostra’ e alle storie di finzione, cercando di affiancare al cinema del reale, il documentario, che finora è stato il ’portavoce ufficiale’ delle istanze ambientali.

Il Festival si tiene a Caselle in Pittari in Provincia di salerno, incantevole cornice paesaggistica, storica, culturale e naturalistica nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sulle risorgenze del fiume Bussento.

Grandi protagonisti del cinema nazionale parteciperanno alla kermesse, incontreranno i giovani protagonisti dibattendo attivamente con loro dando preziosi consigli.

La partecipazione alla rassegna, l’ingresso alle proiezioni dei film ed agli eventi in programma sono gratuite fino ad esaurimento dei posti a sedere disponibili.

Caselle Film Festival 2017 – giorno 1

REWIND…. #CFF2017 Day One. Video by Edonè Film Production

Il CFF è un festival dedicato agli audiovisivi a tema ambientale e naturalistico. Si propone di raccogliere le immagini più interessanti e di premiare gli sforzi ed il talento dei giovani, ma non solo, che investono la loro energia nel raccontare il verde che ancora ci circonda.

Il Festival attraverso l’arte cinematografica ha come obiettivo quello di porre l’attenzione su ciò che accade nel nostro mondo, con particolare riferimento a tutto ciò che oggi è ambiente.

Luogo di denuncia e riflessione: il cinema sull’ambiente inteso come mezzo di comunicazione internazionale, confronto oltre che contenitore di critica, sviluppo e promozione.

Mai come oggi, in particolare nella nostra regione nasce l’obbligo di pubblicizzare, sostenere, reclamizzare “materiale” che possa spingerci alla riflessione, che possa farci fermare a pensare su tutto quello che ci circonda.

Ambiente rubato, ma anche riconquistato. Come spazio fisico ma anche spirituale. Le pellicole devono tracciare un inconsueto percorso che prende le mosse “dalle opere di denuncia e dalla testimonianza di uomini e donne coraggiose impegnate nella difesa dei propri territori, per arrivare alla proposta di nuovi modelli di vita sostenibili o all’ipotesi di terribili scenari futuri”.

I film del festival dovranno seguire principalmente due criteri: grande attenzione alle opere di ’casa nostra’ e alle storie di finzione, cercando di affiancare al cinema del reale, il documentario, che finora è stato il ’portavoce ufficiale’ delle istanze ambientali.

Il Festival si tiene a Caselle in Pittari in Provincia di salerno, incantevole cornice paesaggistica, storica, culturale e naturalistica nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano sulle risorgenze del fiume Bussento.

Grandi protagonisti del cinema nazionale parteciperanno alla kermesse, incontreranno i giovani protagonisti dibattendo attivamente con loro dando preziosi consigli.

La partecipazione alla rassegna, l’ingresso alle proiezioni dei film ed agli eventi in programma sono gratuite fino ad esaurimento dei posti a sedere disponibili.